L’Era del marketing è stata caratterizzata da una forte attenzione verso il prodotto: Cilindrate più piccole in Europa per far fronte alle richieste di maggior elasticità nel traffico cittadino. Motori più efficienti e meno inquinanti. Sistemi di sicurezza più affidabili. Ricerca di nuovi materiali e introduzione di sofisticati sistemi elettronici.
L’auto ha inventato nuovi modelli di mobilità e perfezionato se stessa. Si è adattata al cambiamento della società ma ha anche cercato di provocarlo mettendo a disposizione veicoli più confortevoli, silenziosi e sicuri e soprattutto adatte ad ogni gusto e desiderio.

Si è affidata a  nuove tecnologie dei materiali, ha studiato nel dettaglio l’areodinamica, l’uso degli spazi interni ma ha anche importato tecnologia e innovazione da molti altri settori: bluetooth,  led e tecnologie del suono.

In questo contesto i pensieri della produzione erano soprattutto legati alla ricerca del design e all’allargamento della gamma con la razionalizzazione dei pianali e la standardizzazione della componentistica per ridurre i costi di produzione e ottenere di fatto look diversi che nascondevano lo stesso prodotto.

Negli anni ’80 si fantasticava su come sarebbe stata l’auto del 2000. Un mezzo molto diverso forse in grado di volare o di obbedire alla voce del proprietario.

Nell’epoca del marketing l’auto a rimesso in discussione il  proprio look per potersi riciclare nelle intenzioni di acquisto. Incapace di svincolarsi dal sistema di trazione a combustione che l’ha tenuta ostaggio per oltre un secolo.

Nell’era del marketing l’offerta automobilistica è aumentata in modo esponenziale in termini di modelli, dimensioni, motorizzazioni, versioni. Si sono sperimentati design estremi ma anche soluzioni vintage e di nicchia con una segmentazione estrema del mercato e del prodotto. Piccole utilitarie a due o quattro posti, berlina e station wagon, suv e minisuv, cross-over, sportive o luxury, ammiraglie o top car etc…

L’era del marketing non poteva produrre cambiamenti più radicali nella struttura dell’auto poichè il solo annuncio del nuovo modello stimolava il mercato e le vendite.

Solo recentemente con la crisi economica scoppiata a seguito della bolla speculativa, dei mutui sub-prime in USA, l’industria automobilistica ha capito che per sopravvivere doveva puntare a cambiare se stessa. Ibrido, elettrico e guida autonoma sono le promesse dei prossimi anni ma anche le premesse per un cambiamento del prodotto più sostanziale e determinante che forse spingerà l’auto verso una nuova rinascita come lo sono stati gli anni ’80. (Michele Lombardi)

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