La rivoluzione digitale ha cambiato radicalmente le nostre abitudini;
Ci svegliamo al suono della suoneria di uno Smartphone quando fin poco tempo fa usavamo le radiosveglie e lo facevamo con la musica.
Durante la colazione controlliamo fugacemente i messaggi email e gli sms dell’ufficio. Se ci riusciamo parliamo via Skype con un parente lontano o con un figlio che frequenta l’erasmus a Londra.
Sbirciamo il giornale che abbiamo preventivamente scaricato sul Tablet.
Se dobbiamo partire controlliamo l’itinerario con Google Maps e verifichiamo i tempi di percorrenza. L’App ci avvisa con una notifica se c’è un incidente o se il traffico è scorrevole.
Qualcuno sta già messaggiando nervosamente. C’è il gruppo Whatsapp dei compagni di scuola dei figli. Loro sono in perenne contatto. Programmano i compiti, si scambiano una infinità di confidenze ma anche gli appunti sulle lezioni. Studiano divorando Wikipedia e scaricano una tonnellata di informazioni sul web.
Controllano i risultati delle verifiche sul sito internet della scuola. Fanno i compiti comunicando via Skype.
Si nutrono di musica collegandosi via streaming alla radio preferite o hanno l’account di Spotify. Guardano decine di video su Youtube o Vimeo.
Leggono i libri e romanzi preferiti sul Kindle.
Si collegano a Netflix per la puntata dell’ultima serie o per finire il film iniziato due giorni fa.
Le fotografie passano via Whatsapp. Spesso sono postate su Facebook, taggate su Flickr o Instagram. Foto di vacanze, di feste, di attimi scolastici o una sera in discoteca o in pizzeria con gli amici.
Il vicino sta leggendo in ascensore gli ultimi Tweet su un programma televisivo scorrendoli velocemente con il pollice come se il telefono fosse una specie di un tapis roulant virtuale.
E’ difficile rinunciare a dare uno sguardo all’itinerario di viaggio o alle foto dei tramonti dell’ultima vacanza dei propri amici, il collega di ufficio che ha cambiato il profilo o il parente che si è fatto immortalare con il nuovo look.
Qualcuno aggiorna il blog fatto con Trumbl.
L’amico ha parcheggiato l’auto pagando con la nuova app sponsorizzata dal comune.
Prima di cena ci colleghiamo in banca per pagare il bollo auto e verificare il conto corrente. Su E-bay o su Amazon abbiamo trovato la lampada che cercavamo da mesi e vorremo acquistarla.
Ma stasera è sabato e abbiamo programmato il cinema. Abbiamo prenotato il posto nella multisala e pagato il biglietto sempre tramite un App.
Per la cena si discute di un nuovo ristorante che aveva un sacco di recensioni positive su Tripadvisor.
E proprio a cena, mentre parliamo di vacanze o di cosa faremo il fine settimana controlliamo fugacemente le previsioni del tempo, ci colleghiamo per verificare le offerte Lastminute e i prezzi dei voli.
E alla fine prenotiamo il taxi con Uber per tornare a casa.
Questo è solo un esempio di una giornata tipo che racconta come la rete sia parte integrante delle nostre abitudini e si potrebbe continuare per ore a raccontare quanto il mondo digitale sia entrato nel nostro vivere quotidiano.
E proprio il concetto di abitudine che rivoluziona l’approccio a un cambiamento. Comprare il televisore per acquistare l’ultima tecnologia non è una cosa frequente. Così come in passato usare internet era un fenomeno occasionale. Si andava sulla rete. Si entrava in rete. Ci si collegava con la rete.
Oggi la rete è sempre con noi. Siamo “Always connected”.
Tant’è che una delle principali ansie dell’epoca in cui stiamo vivendo e quella di non essere collegati.
Gli stessi esercizi privati o pubblici devono preoccuparsi di offrire la connessione. E se prima era a pagamento, oggi è gratuita. Ma non basta. E’ indispensabile che sia anche di qualità perché se la connessione è di bassa qualità si rischia di perdere clienti.
Lo confermano le recenzioni su Tripadvisor per cui uno dei motivi di commento positivo o negativo di un esercizio è la velocità del wifi.
Piuttosto che rinunciare alla rete che ci collega con il mondo, l’ufficio, la famiglia o gli amici scegliamo di cambiare l’hotel.
Solo pochi anni connettersi a internet sugli aerei di linea era considerato un lusso. Oggi si sta diffondendo velocemente anche sui voli economici.
La rete e il mondo digitale è parte integrante del nostro vivere quotidiano. Ci accompagna, ci consiglia, soddisfa le nostre curiosità, conoscenze e voglia di tenersi aggiornati e collegati con il mondo. Un mondo che diventa sempre più piccolo. Che possiamo setacciare palmo a palmo con Google Earth o guardarlo live con le Webcam.
Ma è anche un essenziale strumento di lavoro perché siamo sempre più dipendenti da gestionali e CRM, che funzionano collegati alla rete o da database parcheggiati sul cloud dove si archivia di tutto: documenti di lavoro o ricordi personali.
Per capire come sono cambiate le nostre abitudini e come la tecnologia abbia mutato i comportamenti si usa spesso mostrare foto come queste riconducibili a due analoghi eventi.


Se questo scenario sembra eccessivo, soprattutto per coloro che hanno resistito alla dipendenza digitale, li consiglio di osservare le abitudini della generazione nate nel mondo digitale.
In un recente esperimento una scuola italiana ha interpellato i propri studenti e gli ha offerto una gita scolastica chiedendo loro in cambio di privarsi dello smartphone per una settimana. Risultato? Solo una esigua minoranza ha aderito all’iniziativa. (Michele Lombardi)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here