La generazione Z (cosiddetti Millennials Generation che include i nati tra il 1995-2010) non rifiuta il negozio fisico ma è convinta che tutto ciò che viene distribuito sul mercato sia disponibile on line.

Per la prossima generazione (Millennials=next generation) non esiste una interpretazione sfumata della rete: L’azienda che non è in grado di presentare, e quindi di offrire i suoi prodotti in rete, di fatto semplicemente non esiste.

La presenza sul web è un indice di affidabilità così come le opinioni o le recensioni sono fondamentali per la decisione finale d’acquisto. Il parere sui social è più attendibile dei canali di comunicazione tradizionali. Conta più quello che si dice in rete che la notorietà del marchio in base agli schemi del marketing tradizionale.

Per questi motivi la comunicazione verso questa generazione non può esimersi dal pianificare con previsione i canali digitali selezionandoli accuratamente.
La dipendenza digitale dei millennials arriva a tal punto che  Facebook esiste da sempre e appare già uno strumento “old stile”. Comunicano tramite audiomessaggi su whatsapp e usano le immagini su instagram per trasmettere le proprie emozioni e le loro esperienze.

Il risultato è il passaggio da una dimensione “letteraria/abbreviata” che caratterizzava i post dei primi social a una comunicazione fatta di simbolismi tramite le faccine emoticon che sono la rappresentazione stilizzata di uno stato d’animo. Paura, felicità, stupore sono ridotti a geroglifici post-moderni di una generazione che viaggia a una velocità supersonica perennemente connessa. Il passaggio dalla tastiera all’uso dei comandi vocali è ormai prossimo e scontato tanto che tutti i principali player tecnologici stanno implementando i software per i comandi vocali

Per questa generazione l’auto è un prodotto che racchiude ancora delle componenti emotive ma con meno caratteri distintivi rispetto al passato. Comprare una borsa griffata, un nuovo smartphone o un vestito alla moda sono tutti acquisti che hanno contenuti emozionali diversi in base alla percezione del singolo consumatore.  L’auto è stata un prodotto unico nel suo genere paragonata a un oggetto sensuale/erotico. La perdita di parte degli elementi distintivi e di esclusività l’appiattisce a un ruolo più comune e neutrale. Tanto che per  una porzione rilevante della generazione Z, l’acquisto dell’auto è un’azione superflua e costosa. Meglio il noleggio  o lo sharing o addirittura la rinuncia verso altre forme di mobilità.

Non c’è i il rischio di una perdita di status perchè l’auto non è più l’elemento determinante e unico  per identificare la propria posizione sociale. Anzi, quasi in controtendenza come forma di rifiuto, per questa generazione la lettura del proprio benessere o del successo sociale avviene con espressioni alternative e molteplici, più articolate e meno sfacciate.

Il risultato è una generazione molto più informata, meno conformista e quindi più complessa che non si lascia influenzare dalle classiche forme di comunicazione tradizionali. Per i Millennials le  componenti emotive sono relegate ai grandi temi che affliggono il mondo (per cui sono particolarmente sensibili).

Una sfida nuova per chi si occupa di comunicazione d’impresa poichè è costretto a ridimensionare le componenti emozionali del prodotto cercando una maggiore razionalità e concretezza nel messaggio, immediatezza delle risposte, efficacia e velocità nell’erogazione del servizio o nella consegna del prodotto.

Regole che, con diverse declinazioni e qualche esclusione sono comunque universali e includono quasi tutti i prodotti. Auto inclusa. (Michele Lombardi)

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