Storia

Non c’è un momento nella recente storia dell’uomo, dell’economia e della tecnologia, in cui l’auto non sia stata protagonista.

E’stata al centro dell’attenzione di ingegneri e economisti per gli effetti sui sistemi produttivi, sull’economia ma anche sul comportamento sociale e sulle nostre abitudini.

Ha dato impulso e dinamismo alla rivoluzione industriale.

Ha avuto un ruolo fondamentale durante i conflitti bellici mondiali.

E’ diventata il simbolo della rinascita e della crescita economica degli anni 50/60.

Ha segnato lo sviluppo della moderna mobilità nella società del benessere.

I paesi produttori di auto hanno rafforzato il ruolo di “industrializzati” in un contesto di modernità e innovazione senza precedenti.

L’auto è stata la protagonista di una svolta industriale e di una rivoluzione commerciale dando vista a schemi di distribuzione al tempo innovativi, precursori del moderno franchising, e di tecniche di marketing che si sono diffuse in altri settori.

L’auto ha conosciuto momenti di grande splendore nelle fasi di benessere dell’economia contribuendo alla crescita del PIL ma ha anche accompagnato crisi cicliche e eccezionali. Affiora il ricordo del periodo dell’austerity (1973-1974) quando, per effetto della crisi petrolifera, qualcuno ne ipotizzava la fine.

L’auto è diventata protagonista di una multimotorizzazione globale che ha obbligato cambiamenti all’orografia dei territori, alle organizzazione delle città, modificando paesaggi urbani e sollevando polemiche sul suo contributo alla crescita dell’inquinamento globale del pianeta, obbligando governi ad intervenire con norme sempre più restrittive in termini di emissioni nocive e di circolazione.

Il dibattito attuale sul futuro dell’auto, soprattutto delle tecnologie alternative alla combustione, impone una revisione delle fasi del settore dal punto di vista storico.

A fronte di un abbattimento dei costi di produzione e di una ossessiva ricerca tecnologica, l’auto ha vissuto un profondo mutamento nella sua natura.

Nella fase di maggior successo era considerato un bene ricco di fattori emozionali che ne caratterizzavano il processo d’acquisto. Oggi, nella sua maturità, viene in parte osteggiato da una nuova generazione che si dimostra indifferente.

I cambiamenti in atto suggeriscono una riflessione sul modo di leggere e classificare i grandi periodi o cicli dell’auto individuando tre fasi storiche.

La prima fase della “motorizzazione di massa” dedicata ai processi e alla produzione industriale.

La seconda, della vendita, meglio definita  “L’era del marketing” dove il prodotto ha conosciuto la sua diversificazione dal punto di vista industriale con la creazione di una varietà enorme di modelli, versioni e motorizzazioni.

E infine “l’Era digitale” dove l’auto da protagonista dei cambiamenti dell’industria e dell’economia  diventa un “follower” di tecnologie, innovazioni e comportamenti che nascono e si sviluppano in altri settori.

L’era digitale dell’auto è appena iniziata e sarà caratterizzata da cambiamenti a livello industriale, nella distribuzione commerciale ma soprattutto nell’interpretazione del prodotto e del significato di mobilità. L’auto sarà condizionata da nuove tecnologie che ne modificheranno la tipologia d’uso, nonchè forme alternative di possesso e di sharing.

I grandi costruttori tradizionali, appesantiti da costi fissi di produzione, dovranno affrontare grandi sfide. Nuovi competitors aggressivi e flessibili si affacceranno sul mercato. L’effetto “Tesla” è solo uno dei fenomeni che sfidano i marchi automobilistici storici.

E se qualcuno pensa di superare indenne i cambiamenti tecnologici ricordiamo la fine che hanno fatto marchi blasonati come Nokia o Ericsoon nella telefonia o IBM e Olivetti nei computer.

Quanto durerà l’era digitale e quale sarà l’epoca successiva è veramente difficile dirlo perchè i cambiamenti nell’auto per la complessità del prodotto e dei sistemi di produzione hanno tempi più lunghi rispetto ad altri settori, anche se destinati a ridursi nei prossimi anni.

La digitalizzazione dei sistemi e la guida autonoma suggeriscono una fase in cui l’automazione potrebbe essere il quarto impulso rivoluzionario nel settore.

Ma se ne parlerà fra un paio di decenni.

A questi argomenti è dedicato il blog.

Buona Lettura !

Michele Lombardi
(Verona. Gennaio 2016)